Oratorio – Esperienza di vita in comune degli adolescenti di prima superiore

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In un periodo di passaggio e di forte cambiamento, gli educatori dell’oratorio di Borgo Santa Caterina hanno scelto di regalare una sosta ai loro adolescenti.

Immersi in una nuova ruotine, i ragazzi hanno iniziato a trascorrere meno tempo in Oratorio e in questa fase della vita avere un luogo da chiamare “casa” può essere davvero importante.

Così gli educatori hanno scelto di incrociare la quotidianità dei loro adolescenti con quella dell’Oratorio invitandoli a trascorrere qualche giorno insieme.

Anche condividere i primi giorni di Quaresima ha arricchito l’esperienza.

 

Dal settimanale online della Diocesi di Bergamo http://Santalessandro.org

Borgo Santa Caterina: in oratorio la vita comune tesse legami

Vivere insieme in oratorio e intessere un legame più profondo grazie a un pomeriggio di studio, vivere insieme in Oratorio nei primi giorni di Quaresima e riscoprire la propria fede. Questi sono solo due dei doni provvidenziali che gli adolescenti dell’Oratorio di Borgo Santa Caterina hanno ricevuto durante la loro esperienza di vita comune. La scorsa settimana, infatti, l’oratorio ha accolto tanti nuovi coinquilini: gli adolescenti di prima superiore.

 

In un periodo di passaggio e di forte cambiamento, gli educatori dell’oratorio di Borgo Santa Caterina hanno scelto di regalare una sosta ai loro adolescenti. Immersi in una nuova ruotine, i ragazzi hanno iniziato a trascorrere meno tempo in Oratorio e in questa fase della vita avere un luogo da chiamare “casa” può essere davvero importante. Così gli educatori hanno scelto di incrociare la quotidianità dei loro adolescenti con quella dell’Oratorio invitandoli a trascorrere qualche giorno insieme.

“L’obiettivo -spiega Emma Licini, un’educatrice dell’Oratorio di Borgo Santa Caterina- era regalare un’esperienza ai ragazzi in cui riscoprire la vita di tutti i giorni in Oratorio. Abbiamo proposto uno “stare insieme” più intenso del solito per poter stringere nuovi legami, consolidare il gruppo ed essere un punto di riferimento nel loro percorso di crescita. Nonostante ciascuno avesse i suoi impegni da portare avanti, abbiamo trascorso molto tempo insieme: dalla sveglia (ogni giorno diversa e reinventata) alla buonanotte abbiamo gettato le basi di un gruppo unito”.

 

 

A rendere ancora più speciale il tempo trascorso insieme è stato il “gesto dell’angioletto”. “All’inizio dell’esperienza – spiega Emma – ciascuno di noi ha estratto il nome di una persona di cui prendersi cura attraverso alcuni gesti silenziosi. Nessuno poteva dire di essere l’angioletto dell’altro fino alla serata finale, momento in cui abbiamo ringraziato per ogni gesto di cura portato avanti nell’arco della vita comune”.

Nell’incrociare le loro abitudini con quelle altrui, gli adolescenti di Borgo Santa Caterina hanno avuto l’occasione di conoscere meglio se stessi, i propri coetanei, ma anche il don e i propri educatori. Nell’informalità condivisa sono emerse le abitudini, lo stile e le caratteristiche di ciascun adolescente e “anche i momenti dedicati allo studio si sono rivelati importanti per la conoscenza dell’altro” sottolinea Emma. “La quotidianità vera l’abbiamo vissuta in momenti come questi. Abbiamo visto le diverse sfaccettature di ciascuno”.

Anche condividere i primi giorni di Quaresima ha arricchito l’esperienza. “Ci ha dato la possibilità di riallacciarci al nostro percorso di fede e rafforzare anche il legame con Dio” racconta Emma ricordando i momenti di spiritualità condivisa in cui la cura di sé si amplia e diventa cura del prossimo e del gruppo. “Gli adolescenti si sono portati a casa divertimento, stanchezza e un nuovo modo di stare. Dai racconti rimandati dai genitori emerge come abbiano vissuto a pieno quest’esperienza. Ci siamo conosciuti attraverso le nostre abitudini, il nostro essere, vestendo i panni dell’altro. Abbiamo scoperto un’intimità nuova che arricchirà ogni passo futuro”.