Sabato 1 ottobre – Box Organi – Suoni e parole d’autore nella Parrocchia di Lallio

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Sabato 1 ottobre alle ore 17 e alle ore 21 un doppio appuntamento per l’VIII edizione di Box Organi. Edizione ideata e diretta da Alessandro Bottelli e realizzata in collaborazione con la Parrocchia di Lallio.

Al clavicembalo, in orario postmeridiano, nel piccolo ma illustre spazio di San Bernardino; più tardi, tra le alte volte della parrocchiale, con l’organo Bossi Urbani 1889. Lui, Fabio Bonizzoni (in foto), milanese di apprezzate abilità manuali, alle tastiere dell’uno e dell’altro strumento. Indifferentemente. Così, per gradire, a mo’ di ouverture, con i saettanti pizzichii cembalistici volti a descrivere, or qua or là, le aggraziate melancolie londinesi di Froberger o persino le sue sinuose meditazioni funebri. Barocco pieno, certo. Penitenziale e glorioso insieme. Capace di dar vita a marmoree creazioni sonore, sul genere del Tombeau. E il Kuhnau della quarta Sonata biblica, con le sintetiche didascalie vergate in italiano. Pitture ottenute grazie a trompe-l’oeil musicali. Illusioni dell’orecchio, che più degli occhi sa accogliere e nutrire gli spazi profondi dell’emotività. Poi, alle 21, nella chiesa maggiore, si celebra la ricorrenza dei 30 anni dal restauro dell’illustre festeggiato. Ci penserà Berbenni, studioso attento e motivato, a dare al Bossi in cantoria il giusto merito. Per conto suo, qui la scaletta impila, uno via l’altro, Araujo, Arauxo, Balbastre – tonante apostolo della Rivoluzione. E un più nuziale Sweelinck. Sul finire, quel natalizio Michel Corrette, e la “prima” di Donella. Brano alchemico, enigmatico, che elude preventivamente ogni tentativo di decriptazione, lasciandosi alle spalle Città Alta. Da Bergamo a Milano, con “Il fantomatico organo di Baggio”, scritto ex-novo per “Box Organi” da Fontana Giorgio, vincitore di Campiello. A latere, il jazzista. Impegnato al clarinetto basso. Suoni pieni, viscerali, provenienti da cavità aurorali, emersi come per prodigio da sommovimenti arcani. Lui. Lui, dico Federico Calcagno, giovane e impegnato, deciso a lasciare orme al suo passaggio. E per questi nostri tempi bui, edificati sulla sabbia, scusate, non è poco.

Ingresso libero e gratuito a tutti i concerti

Info e prenotazioni: 388 58 63 106