La convivenza dei giovani dell’oratorio

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Convivenza Prima Superiore

La sera della partenza nell’aria si respirava un misto di eccitazione e grandi aspettative, non vedevamo l’ora di salire a quella che sarebbe stata la nostra nuova casa per i successivi 4 giorni. Le macchine dei nostri animatori sono salite stracolme di valigie piene di vestiti e libri, subito dopo ci siamo incamminati verso Città Alta. Appena arrivati, abbiamo subito avvertito che quel posto aveva qualcosa di speciale….ogni momento vissuto li avrebbe avuto qualcosa in più, qualcosa che lo avrebbe reso unico, speciale, indimenticabile, ma non lo dico così perché si dice, ma perché sono certo che questi ricordi li terrò con me almeno per il prossimo mezzo secolo. L’andare a scuola la mattina diventava una bellissima passeggiata per Città Alta. L’aria fredda delle mattine d’Inverno svegliava in parte le nostre facce distrutte da quattro ore di sonno, gli amici facevano il resto. Finita la scuola, eravamo tutti impazienti di tornare a casa, dove ci aspettava l’abbondante pranzo preparato dall’Angelone, il gigante buono che provvedeva a riempire i nostri stomaci.

Persino i compiti diventavano un momento divertente! Gente in giro per casa, sdraiata per terra o seduta sulle scale o su qualche sedia, che chiedeva aiuto al primo che passava. Era un momento speciale anche perché era un’occasione per aiutarsi a vicenda e nessuno si tirava indietro. Liquidati i compiti nel minor tempo possibile, ci si rilassava….chi ascoltava la musica a massimo volume, chi gironzolava  a vuoto, chi andava all’allenamento……

Poi arrivava la sera: ci si assiepava tutti davanti alla cucina e si creava un’atmosfera magica, il freddo invernale, il calore dei fornelli, gli animatori che cantavano in coro mentre cucinavano. Dopo cena le attività: un giorno un film, un altro una partita a calcio.

La Convivenza è durata quattro giorni, ma, almeno a me, sono sembrati molti di più, perché quei quattro giorni li abbiamo vissuti intensamente, circondati dagli amici, vivendo ogni attimo in modo nuovo, anche le cose più noiose hanno trovato il modo per riscattarsi.

Ovviamente devo ringraziare i nostri animatori, Don Dario, l’Angelone, le suore che ci hanno ospitato, e tutti quelli che hanno reso possibile questa esperienza.

(Dal Bollettino parrocchiale di Gennaio 2015)